mercoledì 31 luglio 2019

Caccia Grossa!! Breve dissertazione sugli Hunting Games


Partire all’avventura con un gruppo di compagni più o meno affiatato, esplorare territori ostili, trovare oggetti preziosi e, soprattutto, uccidere mostri enormi e pericolosissimi. I videogiochi, fin dai loro primi giorni, sono pieni di storie come questa. Chi non ha mai affrontato qualche titolo con una dinamica del genere? Credo che sia uno dei plot più comuni per fare da contorno a una storia, sia che si tratti di un RPG o di un picchiaduro a scorrimento vecchia scuola: la caccia al mostro (o nemico) come mezzo per far funzionare la trama. E se, a volte, il fine ultimo del gioco non fosse la principessa da salvare o i malvagi da sconfiggere, ma la CACCIA stessa?
I giochi di caccia che intendo io non sono quei simulatori, più o meno accurati, che ci mettono nei panni di un appassionato, alle prese con cervi e orsi in qualche lussureggiante bosco del North Dakota. Volevo parlare di quel “sottogenere” di action, con qualche tratto ruolistico, inaugurato nel 2004 da Monster Hunter, il titolo Capcom che ha dato il via a tutto, e che è diventato un franchise di grande successo, soprattutto negli ultimi anni.
Se siete utenti Nintendo sapete di che parlo, sennò il nome Monster Hunter World vi dice mica niente? E proprio il rinnovato interesse per il genere, introdotto con l'uscita di World a gennaio dello scorso anno e suggellato con la prossima espansione Iceborne (quasi un vero titolo a se stante, a quanto si riesce a capire) mi spinge a sproloquiare di Hunting Games su queste pagine.
In cosa differiva Monster Hunter rispetto ad altri titoli dell’epoca? In fondo, come abbiamo detto in apertura, si tratta di andare, assieme a dei compagni, a uccidere dei mostri terrificanti. Tutto vero, solo che stavolta non potremo partire a testa bassa, uccidendo tutto quello che si trova sul nostro cammino, fino a incontrare “quello grosso” e tirarlo giù. Ci muoveremo invece in ambienti selvaggi, simulati con estrema cura dei particolari (tenendo conto del periodo di uscita e della piattaforma, la Playstation 2) e con un’ecologia complessa, fatta di animali erbivori di diverse taglie che, naturalmente, vengono cacciati da carnivori con dimensioni e/o abilità sufficienti a predarli. E spesso, la nostra missione sarà proprio quella di abbattere uno di questi terribili bestioni. La caccia va affrontata con una attenta pianificazione, studiando la preda, i suoi punti forti e quelli deboli, le sue abitudini. 
Con i nostri compagni (perché il bello era proprio giocare assieme ad altri tre cacciatori) dovremo decidere dove piazzare le trappole e come attirare la bestia, dove far nascondere i tiratori di supporto e tantissime altre cosette, che rendevano l’esperienza impegnativa, ma estremamente gratificante! E la trama? Che trama!? Qui si caccia solo mostri enormi! Ok, la mancanza di una qualsivoglia storia è costata più o meno sopperita nei capitoli successivi, però il succo rimane comunque quello...
Il successo (soprattutto in Giappone) di Monster Hunter ha fatto si che, oltre agli innumerevoli seguiti del gioco, nascessero anche un discreto numero di cloni.
Cloni che, per motivi anche solo di copyright, cambiavano ambientazione e avversari rispetto a MH, ma di sicuro non lo stile e le meccaniche, crafting degli equipaggiamenti da effettuarsi con materiali prelevati dai mostri uccisi compreso.

Mangiatori di Dei...
Due serie in particolare hanno seguito questa strada: God Eater, della Bandai Namco e Toukiden, della Koei Tecmo. Cito queste due in particolare, perché non sono solamente dei meri cloni, ma sono riuscite a costruire, sull’ossatura ideata da MH, delle ambientazioni (più o meno) solide, divertenti e con un gran numero di appassionati. Se in Monster Hunter davamo la caccia a giganteschi animali dall’aspetto preistorico, in un mondo low-fantasy/steampunk, in God Eater faremo parte di un’organizzazione dedita alla caccia di Dei impazziti in un futuro relativamente prossimo, mentre nella serie Toukiden, stermineremo Oni e Demoni vari nel Giappone dell’era Sengoku.

I ragni mi fanno già schifo normali, figuriamoci in versione Oni!
In tutti questi franchise non esistono classi predefinite, avremo libero accesso a tutte le armature e le armi o, per lo meno, quelle che siamo riusciti a procurarci. 
Combinando diversi tipi di equipaggiamento, riusciremo inoltre ad far avere dei bonus o dei malus al nostro personaggio. In tutti, i territori di caccia sono divisi in zone a se stanti, ognuna delle quali dotata di un ecosistema e di una fauna specifica, con caratteristiche proprie.
Come se tutto questo non bastasse, è da poco spuntato anche Dauntless, titolo free to play e con l'enorme vantaggio di supportare il cross playing, ambientato su una serie di isole volanti dove dare la caccia a variegati e spaventosi Behemot. Il tutto ovviamente in compagnia di altri cacciatori e con armamenti ed equipaggiamenti vari ricavati dalle spoglie delle nostre prede.
Il fatto che questa tipologia di giochi riesca sempre a riscuotere consensi, pur avendo una struttura praticamente identica, la dice lunga sulla effettiva bontà del genere o, per lo meno, sulla presa che ha tra il pubblico (i gruppi di discussione dedicati sono sempre molto vivaci!).
Concludendo questa breve dissertazione, vorrei accostare il genere “Caccia ai mostri”anche a un titolo che, a prima vista, sembra non c'entrare nulla ma che, esaminandolo a fondo ha più punti in comune col genere di quanti non si creda. Parlo di Horizon Zero Dawn.
Il capolavoro di Guerrilla Games, oltre ad essere un ottimo action-GDR open world, ha una fortissima componente di caccia pura e semplice. Molti materiali utili al potenziamento del nostro equipaggiamento infatti, li potremo ottenere solo e soltanto uccidendo quel determinato tipo di mostro meccanico che può dropparlo.
Fin che parliamo di macchine piccole, la cosa si può risolvere con una strage spensierata, ma quando cominciano a servire componenti di Divoratuono o Avistempesta, le cose si fanno assai più ardue e va tutto pianificato alla perfezione. E poi, trovo che sia estremante divertente dare la caccia alle macchine! Peccato non si possa cacciare online con altri amici!


Detto questo, torno ad appostarmi in qualche cespuglio, aspettando di rendere un agguato a un ignaro Anjanath, giusto per non farmi trovare impreparato all'uscita di Iceborne…
Buona Caccia gente!!


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