giovedì 3 gennaio 2019

ONIMUSHA: Mostri e Samurai



A breve vedremo il remake di Resident Evil 2. Chiunque di noi, giocatori di vecchia data, ha fatto almeno una partita con il capostipite del genere survival horror, Resident Evil, o con uno dei suoi due successori, visto che da Resident Evil 4 in poi le cose sono un bel po' cambiate, fino ad arrivare alla cagata suprema del capitolo 6 e al reboot completo con il 7). Se amate il survival horror vecchio stampo, non potete perdervi assolutamente la serie Onimusha, una sorta di RE ambientato nel periodo Sengoku, il turbolento medioevo Giapponese, anch'essa in dirittura di arrivo con una sontuosa nuova versione. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Studiamo insieme un po' di storia videoludica...

Prodotta da Capcom (come RE) a partire dal 2001, la serie Onimusha si compone di tre titoli principali, più un quarto, Dawn of Dreams, scollegato però dalle vicende dei protagonisti principali e da altri spin off minori. Quello di cui parliamo oggi sono proprio i tre titoli principali, Onimusha: Warlords del 2001 (quello che verrà riproposto a breve in chiave mammamialagraffika), Onimusha 2: Samurai's Destiny del 2002 e Onimusha 3: Demon Siege del 2004.
Come già detto, il progetto Onimusha nasce dall'idea di ambientare un ipotetico Resident Evil nel passato. Il progetto originale, nel 1997,di Yoshiki Okamoto, l'ideatore della serie, era infatti un gioco dal titolo Sengoku Biohazard (Ricordiamo che Biohazard è il titolo con cui il franchise RE è conosciuto in Giappone) da sviluppare per la prima Playstation. Poi il concept è piaciuto, e quindi si decise di farne una serie a se stante, scollegata dall'universo RE.
Protagonista principale della storia è Samanosuke Akechi, un ronin con le fattezze dell'attore giapponese Takeshi Kaneshino, al cui viene donato il Guanto degli Oni (Onimusha appunto),dotato del potere degli elementi, e col quale deve combattere il malvagio Oda Nobunaga, Signore della Guerra realmente esistito che, per diventare invincibile in battaglia, ha stipulato una sordida alleanza con i mostruosi demoni Genma. Grazie all'Onimusha, Samanosuke sarà anche in grado di assorbire le anime dei nemici abbattuti, usandole poi per vari potenziamenti per eseguire mortali combo, spesso risolutive se usate contro i vari boss.


Nel corso dei tre titoli, Samanosuke si ritroverà a viaggiare per un Giappone feudale stregato realizzato in maniera eccelsa (il castello in rovina del primo titolo è la mia location preferita in assoluto), incontrando altri personaggi chiave che, in certe occasioni, potranno essere anche controllati direttamente. Nel terzo capitolo, Demon Siege, Samanosuke verrà addirittura risucchiato in un vortice temporale, ritrovandosi così nella Parigi (!) odierna, sotto attacco dei Genma. Allo stesso modo, nel periodo Sengoku apparirà misteriosamente Jacques Blanc (con le fattezze di Jean Reno!), un'agente delle forse speciali Francesi, rapito dal vortice proprio mentre difendeva Parigi dai Demoni! Insomma, la trama è ricca di spunti interessanti e colpi di scena!


Tecnicamente, gli Onimusha sono sempre stati realizzati con i migliori standard del periodo in cui sono usciti. Si nota, oltretutto, anche un netto miglioramento dal primo al terzo capitolo, segno che gli sviluppatori non si sono limitati a riciclare il motore grafico. Il gameplay, soprattutto nei primi due capitoli, è praticamente identico a Resident Evil, compresa il fatto di controllare il pg solo tramite il dpad, scelta che in epoca PS2, mi pare alquanto strana e scomoda. Per fortuna, Demon Siege può essere giocato tranquillamente con gli stick analogici. I combattimenti saranno quasi tutti all'arma bianca, molto ravvicinati e piuttosto cruenti. I boss che si incontreranno saranno sempre una discreta sfida, impegnativi ma mai frustranti. A difficoltà media, il gioco è tosto in certe parti, ma mai punitivo. Qualche enigma potrebbe essere un po' troppo criptico alle volte, ma nulla che non si possa risolvere con un logico ragionamento.

"anche se non mancano comprimari femminili più che discreti" Insomma...
In definitiva, se siete amanti dell'horror, delle belle storie, di Ninja e Samurai e di Resident Evil, Onimusha è la serie che fa per voi. Godibile e, in certi punti, davvero sorprendente anche se, e mi duole dirlo, difetta largamente di waifu dai grossi seni, anche se non mancano comprimari femminili più che discreti. Il mio consiglio? Correte a recuperala se non l'avete già fatto, anche perchè il rischio che la nuova versione sia #lammerda è possibile, anche se non detto in assoluto. E menomale!


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