venerdì 7 dicembre 2018

NANTUCKET - My Best Games 2018


La fine di questo 2018 è vicina. (temete la fineee!!). Al pari del 2017, e forse anche di più, quest'annata che ha visto la maggiore età del nuovo millennio è stata più che prodiga di ottimi titoli in campo videoludico, su tutti i fronti: Tripla A, Indie, Console, PC e anche portatili. Inauguriamo così oggi questa sequela di Best Games 2018, incominciando da un gioco indie tutto italiano che ho recensito per Gamesource. Nantucket, un vero e proprio gioiello nascosto.

Non ne conosco esattamente il motivo ma, personalmente, ho sempre trovato il mondo della baleneria ottocentesca (nonostante l'enorme danno che ha arrecato al pianeta!) eroico e affascinante. Questi uomini, così fragili e coraggiosi, sfidare le più possenti creature dell'Oceano, a bordo soltanto di fragili lance. Spesso troppo fragili. La verità, comunque la si voglia vedere, è molto meno romantica ed estremamente più brutale, ma sicuramente non meno affascinante. Nantucket, l'ultima fatica degli italiani di Picaresque Studio, rende appieno questo mondo.

Nantucket è una riuscitissima amalgama di RPG e strategico a turni, con un a robusta aggiunta di gestionale che, già dalle primissime battute, si prefigge un obbiettivo per nulla semplice e tanto meno scontato: dare un seguito a quel capolavoro immortale che è Moby Dick, di Herman Melville.
Cercare di raccontare una storia attraverso una tipologia di gioco così poco "narrativa" è una bella scommessa ma, e possiamo dirlo fin da subito, con Nantucket ci sono riusciti!
Nel gioco impersoneremo Ismaele (anche se sarà comunque possibile editare a piacimento il nome), voce narrante in Moby Dick e unico superstite del disastro del Pequod che, ancora profondamente scosso da quanto accaduto, decide di raccogliere l'eredità maledetta di Achab e chiudere definitivamente la partita contro la mostruosa Balena Bianca.
Se affronterete la caccia a Moby Dick mantenendo il vostro lato e contegno umano, o se anche voi vi trasformerete in un'entità vendicativa e folle, dipende solo e soltanto da come farete crescere il personaggio, spendendo i punti che guadagnerete riuscendo nelle varie attività che il gioco ci propone.


In partenza avremo a disposizione solo una piccola nave, la Melville, poco performante ma più che sufficiente per farci esplorare le meccaniche del gioco. Nei vari porti, che mano a mano scopriremo, potremo mettere a punto al meglio la nostra nave, acquistarne delle nuove, fare rifornimento (importantissimo, dopo vedremo perché), assoldare nuovi elementi della ciurma e ottenere dei lavori.
Come per il nostro personaggio, anche i componenti principali dell'equipaggio cresceranno guadagnando esperienza. Potremo vedere quindi il timido mozzo che abbiamo assoldato durante la nostra prima traversata diventare, a poco a poco, un letale ramponiere, capace di chiudere lo scontro con un mostruoso capodoglio in pochissime battute. Si, a me è capitato spesso di affezionarmi a questo o a quel membro del mio equipaggio. E di restarci tremendamente male quando ho dovuto farlo scivolare nell'oceano dentro a una cassa. Si, perché Nantucket è un gioco che non fa sconti. Come se non bastassero le ferite riportate negli scontri di caccia o contro i pirati, rischiamo di veder morire i nostri uomini anche per scarsità di cibo o acqua. Da qui la necessità di pianificare attentamente ogni viaggio, cercando di mettere in conto tutti i possibili intoppi.
Come dicevo prima, nei porti balenieri che visteremo, avremo accesso anche ai giornali che, oltre a un nutrito compendio di nozioni storiche sull'epoca, ci permetterà anche di accettare degli incarichi di svariato genere. Questi incarichi ci faranno guadagnare denaro e prestigio, e alcuni ci avvicineranno, un passo alla volta, alla nostra meta principale. Trovare e uccidere Moby Dick.


Gli scontri, siano essi con balene, pirati o altri umani ostili, sono gestiti con un sistema di combattimento semplice e immediato, basato sulle abilità dei personaggi coinvolti e sul lancio di dadi, in stile boardgame. Da qui, anche la necessità di organizzare al meglio la lancia (o le lance) che metteremo in acqua. Perché Nantucket è soprattutto questo: pianificazione. Credetemi, ci resterete molto male se doveste far morire l'intero equipaggio di sete perché avete tirato sulle scorte, ma siete rimasti vittime di una bonaccia che vi ha bloccato per settimane!
La storia principale è raccontata magistralmente, coinvolgendo il giocatore in maniera totale e intrecciandosi alla perfezione con le moltissime attività secondarie (ma che troppo secondarie non sono) disponibili.


Ho davvero adorato Nantucket, perché è un gioco intelligente, intuitivo ( e per questo tipo di gioco non è poco) dettagliato ed estremante coinvolgente. Rende inoltre davvero alla perfezione l'atmosfera del mondo di Moby Dick, ampliandone le tematiche.
Da scoprire, giocare e consumare letteralmente. E che sia balena morta o lancia sfondata!!

2 commenti:

  1. Oddio, e chi si aspettava un gioco del genere?
    È particolare, senza dubbio: mi piace l'ambientazione, con la commistione gdr a "valori".
    Se la trama poi è dura e cruda, meglio ancora^^

    Moz-

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    Risposte
    1. È l'obiettivo seguito di Moby Dick, quindi troppo "tenera" ti assicuro che non lo è!

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